Il provvedimento, che rappresenta lo strumento di programmazione delle politiche abitative del governo, ha ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri di giovedì 30 aprile ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale

8 Maggio 2026
L’atteso Piano Casa 2026 ha finalmente ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri di giovedì 30 aprile. È stato infatti approvato il pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa. L’obiettivo è incrementare l’offerta di alloggi attraverso un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica (Erp) e sovvenzionata e un pacchetto di interventi per promuovere l’edilizia integrata. In questo modo si vogliono rendere disponibili, complessivamente, circa 100mila alloggi in dieci anni. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro. Il decreto-legge n. 66/2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.104 del 7 maggio 2026.
Cos’è il Piano Casa 2026 e perché è atteso
Il Piano Casa 2026 è lo strumento di programmazione delle politiche abitative del governo. Si tratta di un provvedimento estremamente atteso dal momento che rappresenta il mezzo attraverso il quale il governo intende affrontare l’annoso problema legato all’emergenza abitativa e mettere in atto politiche che guardino alla sostenibilità, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente, alla rigenerazione urbana, alla coesione sociale e al contenimento del consumo di suolo.
L’obiettivo dei 100.000 nuovi alloggi
Come affermato in precedenza dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l’obiettivo dell’intervento è rendere disponibili, complessivamente, circa centomila alloggi in dieci anni. Parlando del provvedimento, Meloni ha spiegato che si tratta di un investimento di “dieci miliardi in dieci anni per mettere a disposizione 100mila case popolari o a prezzi calmierati”. È previsto anche il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai, ossia il dimezzamento del costo dell’atto di compravendita, dell’allocazione.

Cosa prevede il Piano Casa 2026?
Il pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa che definiscono il nuovo Piano Casa è contenuto in un decreto-legge, approvato su proposta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Le misure previste dal decreto-legge poggiano su tre pilastri:
- edilizia residenziale pubblica;
- housing sociale;
- investimenti privati.
Nel dettaglio:
- un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata.
- la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da Invimit Sgr, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo.
- l’attivazione degli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati.
- Per quanto riguarda il programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, l’obiettivo è recuperare e rendere disponibili circa 60mila alloggi popolari. Per l’attuazione di tali interventi si prevede un pacchetto di semplificazioni e la nomina di un Commissario straordinario che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo aver definito gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari. Verrà inoltre realizzato un programma di riscatto di immobili Erp da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita.
- Per quanto riguarda la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da Invimit Sgr, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo, nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro.
- Sul fronte dell’attivazione degli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, l’obiettivo prioritario è quello di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati. A tal fine, il provvedimento introduce semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori. Si prevede anche, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. A fronte di tali semplificazioni, in cambio il privato dovrà garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata, mentre sulla restante quota si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria.
Tra le misure, quindi, il provvedimento dispone un programma straordinario nazionale di recupero e di manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e di edilizia sociale per provvedere con urgenza all’ampliamento dell’offerta abitativa a canone sostenibile attraverso il ripristino del residuo storico degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnabili per carenze manutentive e il recupero di immobili destinati all’edilizia sociale.
Al fine di garantire l’attuazione degli interventi previsti, viene inoltre disposta la nomina di un commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi.
Per sostenere i conduttori di alloggi di edilizia residenziale pubblica in condizione di morosità incolpevole, viene istituito un Fondo di garanzia con una dotazione iniziale pari a 22 milioni di euro per l’anno 2026 e 2 milioni di euro per l’anno 2027, destinato alla copertura del rischio di morosità incolpevole e del deposito cauzionale connessi ai contratti di locazione di edilizia residenziale pubblica nel caso di sopravvenuta impossibilità del conduttore di adempiere alle obbligazioni contrattuali di pagamento per cause non imputabili alla sua volontà, e alimentato con quota parte dei canoni di locazione versati dai conduttori degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Viene stabilito poi il riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esistenti.
E per fornire una risposta ai fabbisogni sociali dei giovani, delle giovani coppie e dei genitori separati, le risorse relative ai progetti di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico esistente possono essere destinate a progetti di edilizia sociale per la concessione dell’abitazione principale degli assegnatari in locazione di lunga durata, con facoltà di riscatto progressiva, secondo scadenze predefinite.
Viene anche istituito lo strumento finanziario “Fondo housing coesione” per contrastare il disagio abitativo attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, anche mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo, e per assicurare un impiego delle risorse pubbliche disponibili allo scopo secondo un approccio orientato al risultato.
Le novità sugli sfratti del Piano Casa 2026
C’è poi il tema degli sfratti veloci. In questo caso è previsto un disegno di legge. Nello specifico, il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza volto a introdurre disposizioni in materia di rilascio degli immobili.
Il provvedimento introduce misure per rendere più efficace e più rapida la liberazione degli immobili occupati abusivamente, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosità dell’affittuario.
Si interviene sulle procedure di notifica e di esecuzione dello sfratto, con una riduzione dei tempi per le esecuzioni e con l’introduzione di una procedura d’urgenza che prevede l’emissione di un decreto di rilascio dell’immobile entro 15 giorni dal ricorso. È prevista anche una penale per il ritardo pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre il termine fissato dal giudice.
Piano casa e agevolazioni sui mutui
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del provvedimento, Meloni ha poi ricordato il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia per la prima casa con 670 milioni fino al 2027. In merito, il presidente del Consiglio ha spiegato: “Il Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa lo abbiamo riportato alla sua funzione originaria riservandolo esclusivamente alle categorie per cui era stato pensato e cioè giovani fino a 36 anni, giovani e coppie con almeno un coniuge under 35, nuclei familiari con un unico genitore, con figli minori”.
E ha aggiunto: “Abbiamo previsto che la garanzia statale arrivi al 90% nel caso delle famiglie numerose, quindi rendiamo bancabili persone che altrimenti probabilmente non lo sarebbero e lo abbiamo rifinanziato su base pluriennale, per la prima volta su base pluriennale, 670 milioni di euro fino al 2027, dando continuità e stabilità”.
Piano Casa 2026 e oneri dei notai
Il Piano Casa prevede inoltre il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai, il che si traduce nel dimezzare il costo dell’atto di compravendita del mutuo e della locazione.
Nello specifico, il Notariato si è reso disponibile a ridurre gli onorari, attesa la grande rilevanza sociale del Piano Casa, in merito all’intervento dei privati nell’attuazione del cosiddetto terzo pilastro inerente l’ingresso dei privati nell’edilizia convenzionata “ove si prevedano prezzi di acquisto o canoni di locazione calmierati, per far fronte alle esigenze abitative dei cittadini”.
A chi è destinato il Piano Casa
Con il Piano Casa 2026 si vogliono dare risposte all’emergenza abitativa sia dei più fragili che di quei cittadini che non possono accedere alle graduatorie per gli alloggi popolari, ma che non riescono neppure a far fronte alle richieste del mercato.
Le risorse del Piano Casa 2026
Come sottolineato nel comunicato stampa relativo al Consiglio dei ministri n. 173, che ha esaminato e approvato le misure del Piano Casa 2026,
complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro.
Il collegamento con il piano europeo sulla crisi abitativa
Mentre si attendeva l’approvazione del Piano Casa, martedì 10 marzo, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il primo piano europeo per affrontare la crisi abitativa. Dario Nardella, eurodeputato del gruppo dei Socialisti e Democratici, commentando il voto del Parlamento europeo sul rapporto della commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS), ha fatto sapere che “il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il primo piano europeo per affrontare la crisi abitativa e il tema degli affitti turistici brevi. È un passo storico: per la prima volta l’Unione europea riconosce che la casa è una questione sociale centrale e che servono politiche comuni per garantire alloggi accessibili, soprattutto per i giovani”.
Nardella ha quindi spiegato: “Questo risultato arriva al termine di un lavoro intenso della commissione e di una battaglia politica che ho sostenuto con convinzione sin dall’inizio del mandato europeo a partire dalla richiesta di introdurre una regolamentazione europea sugli affitti turistici brevi, tema decisivo per molte città europee”.
Il commento delle associazioni di categoria
Confedilizia: “Bene il Piano e la semplificazione degli affitti”
Tramite una nota, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha affermato: “I provvedimenti sulla casa varati dal governo vanno nella giusta direzione. Da un lato era urgente intervenire per recuperare le oltre sessantamila case popolari non assegnate perché bisognose di ristrutturazioni importanti. Dall’altro, è importante l’attivazione di un piano strutturale per realizzare alloggi accessibili da parte di tutti coloro che non hanno redditi sufficienti per affrontare il mercato della compravendita o della locazione”.
E ha aggiunto:
“Molto apprezzabile è poi la scelta di restituire fiducia ai proprietari privati attraverso una semplificazione delle procedure di sfratto, fortemente richiesta dalla Confedilizia, così da favorire l’ampliamento dell’offerta di abitazioni in affitto e la conseguente riduzione dei canoni”.
Federcostruzioni: “Un passo importante, rimettere l’edilizia al centro”
“Era ora. Si compie un primo passo importante per rimettere l’edilizia al centro delle politiche industriali del Paese”. Così il presidente di Federcostruzioni, Emanuele Ferraloro, commenta il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge con le disposizioni urgenti per la realizzazione del Piano Casa.
“Si tratta di un provvedimento che recepisce un’esigenza reale del Paese e che punta verso soluzioni sostenibili, ma anche praticabili”, sottolinea Ferraloro.
Secondo il presidente di Federcostruzioni, la previsione di una struttura commissariale per l’attuazione del Piano “deve far riflettere sul peso di un sistema normativo troppo spesso vecchio e stratificato, che non consente di agire rapidamente e di mettere a terra i progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana nei tempi necessari”. “Prima di gettare i pilastri bisogna costruire fondamenta solide. Ma bene così”, conclude Ferraloro.
Consap: “A fianco del governo per il diritto all’abitare”
Consap ha ribadito il suo totale supporto al governo nel rendere il Piano Casa una realtà concreta per le famiglie italiane, agendo come braccio operativo delle politiche sociali dell’Esecutivo.
Il presidente di Consap, Sestino Giacomoni, ha dichiarato: “Con il governo Meloni, il Fondo Casa è diventato un pilastro del mercato: oggi un mutuo su cinque in Italia è garantito da Consap. Questa misura, nata da un’intuizione di Giorgia Meloni nel 2008, è lo strumento fondamentale per permettere a giovani e famiglie numerose di acquistare concretamente casa a prezzi contenuti”.
L’amministratore delegato, Vincenzo Sanasi d’Arpe, ha sottolineato il valore etico dell’impegno della Società: “Sosteniamo con forza la visione del Governo Meloni: la casa deve tornare a essere un diritto accessibile. L’impatto sociale è nei numeri: con un totale storico di 544.000 finanziamenti per 65 miliardi di euro, Consap trasforma le priorità dell’Esecutivo in una ‘committenza sociale’ che mette al centro il futuro delle nuove generazioni”.